• Contattaci!

    Thanks!

    Grazie, ti risponderemo il prima possibile!

    Required fields not completed correctly.

  • Gallery

    alcune-persone-sono-lesbiche600 some_anim alcune-persone-sono-bisex600 center-noomofobia 936869_363850803735477_255310458_n alcune-persone-sono-trans600 alcune-persone-sono-gay600 alcune-persone-sono-diverse-da-te_03
  •  
  •  

Archive for 2013

Altre Associazioni

Agedo – Genitori di Persone Omosessuali

AGEDO è l’associazione nazionale di genitori di omosessuali che aiuta gli altri genitori a riscoprirsi ed a vivere serenamente l’identità dei propri figli e delle proprie figlie!

Movimento Identità Transessuale

Il MIT è un’associazione ONLUS che difende e sostiene i diritti delle persone transessuali, travestite e transgender.

Arcilesbica_2

Associazione Lesbica Italiana


Famiglie LGBTQI

Famiglie Arcobaleno è una associazione di  donne e uomini che hanno accettato la propria omosessualità dopo avere già avuto dei figli all’interno di una relazione eterosessuale. Sono coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. Sono famiglie.

Rete Lenford

Promuove la costituzione di una Rete di avvocati su tutto il territorio nazionale che si occupano della tutela giudiziaria delle persone omosessuali. La rete è stata chiamata Rete Lenford per ricordare il barbaro omicidio di un attivista jamaicano impegnato nel rispetto e nella lotta per i diritti delle persone sieropositive. Per i membri dell’Avvocatura per i diritti LGBT, Lenford rappresenta un esempio da proporre ai colleghi avvocati che hanno deciso di assolvere,anche nel campo della tutela dei diritti delle persone omosessuali, la loro funzione sociale di sostegno e tutela alle persone discriminate.

Polis Aperta

Polis Aperta associazione LGBT appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine

articolo29-lavoro

Articolo 29 è un portale giuridico sulla questione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. OBIETTIVI del portale sono la completezza e l’obiettività, con l’ambizione di divenire un affidabile punto di riferimento per un’adeguata conoscenza giuridica della materia.

Telefono Amico

Ecco qui di seguito l’elenco completo delle linee amiche e di alcuni servizi di accoglienza offerti dalle sedi locali di Arcigay e da altre associazioni omosessuali territoriali italiane.

Rispondono alle linee telefoniche operatrici ed operatori sensibili all’empatia e all’ascolto dell’Altro, che potranno affrontare le esperienze personali degli utenti che chiamano. Operatori ed operatrici sono formati per dare informazioni e strumenti di confronto e analisi, legati alle tematiche dell’identità lgbtq e alle malattie a trasmissione sessuale.

Il servizio di counselling di una Linea Amica cerca di allentare le tensioni che un problema pone alla persona che chiama, al fine che la stessa possa riacquistare la capacità di gestirlo. Si tratta semplicemente di aiutare a liberarsi di tutti gli ostacoli che impediscono o limitano questa forza interiore in modo tale che, libera, possa agire con tutte le sue energie, nella direzione che la persona ritiene più adatta e desiderata.

Clicca qui per vedere tutti i Telefono Amico.

ANCONA – 071/203045
Arcigay ArciLesbica CALEIDO
Infoline Mercoledì dalle 19 alle 21

BOLOGNA – 051.555661
Arcigay IL CASSERO
Telefono Amico Gay dal Lunedì al Venerdì dalle 20 alle 23
telefonoamicogay@cassero.it

LiberaMente – Gruppo di incontro e confronto, da ottobre a giugno, ogni 2 domeniche alle 18 liberamente@cassero.it
Sportello Salute salute@cassero.it
Sportello Legale sportellolegale@cassero.it 

BOLZANO/BOZEN – 0471.976342
Arcigay ArciLesbica CENTAURUS
Linea InfoGay martedì dalle 20 alle 22
CHAT http://www.centaurus.org/chat/0504_gaychat_it.html
infogay@centaurus.org

Linea Lesbica/Lesbentelefon giovedì dalle 20 alle 22 lesbianline@centaurus.org

BRESCIA – 030.47601
Arcigay ORLANDO
Welcome line Venerdì dalle 21 alle 23 accoglienza@arcigaybrescia.it
Salute salute@arcigaybrescia.it
Consulenza legale lex@arcigaybrescia.it

FIRENZE – 199.444.592
Arcigay IL GIGLIO ROSA
Numero unico regionale toscano per ‘informazione e ‘aiuto sulle tematiche Gay, Lesbiche, Bisessuali e
Transessuali – venerdì dalle 16 alle 20

GENOVA – 347.0011818
Arcigay L’APPRODO
Gruppo accoglienza lunedì dalle 21 alle 23

GROSSETO – 199.444.592
Arcigay LEONARDO DA VINCI
Numero unico regionale toscano per ‘informazione e ‘aiuto sulle tematiche Gay, Lesbiche, Bisessuali e
Transessuali – giovedì dalle 16 alle 20

Milano Arcigay CIG – 02.54722227
Linea Amica Gay lunedì, martedì, giovedì, venerdì dalle 20 alle 23
Linea Amica Trans mercoledì dalle 21 alle 23
E-mail Amica: mailamica@arcigaymilano.org
Chat Amica attiva il martedì dalle 20 alle 23: accesso dal sito

 www.arcigaymilano.org

Accoglienza ogni domenica 15-19 accoglienza@arcigaymilano.org Triangolo Silenzioso — gruppo non udenti triangolosilenzioso@arcigaymilano.org

MODENA – 059.342369
Arcigay MATTHEW SHEPARD
Telefono Amico lunedì dalle 21 alle 23
E-mail Amica: telefonoamico@arcigaymodena.org

NAPOLI – 081.5528815
Arcigay ANTINOO
LineaAmica e prima accoglienza mercoledì e venerdì ore 17-20
Prima accoglienza il venerdì dalle 17 alle 20 info@arcigaynapoli.org
Sportello Diritti e Lavoro diritti@arcigaynapoli.org

PADOVA – 049.8762458
Arcigay TRALALTRO
LineAmica martedì dalle 21 alle 23.30, mercoledì dalle 18 alle 20
Accoglienza su appuntamento padova@arcigay.it
BE YOURSELF! – Piccola guida sul’orientamento sessuale scritta da giovani gay e lesbiche

PERUGIA – 075.5723175
Arcigay ArciLesbica OMPHALOS
Consultorio gay e lesbico su appuntamento venerdì dalle 21.30 alle 23.30
Consultorio Salute in collaborazione con Spazio Bianco Aids 075.5726525

PESARO URBINO – 389.9725980
Arcigay AGORA’
Sportello salute AIDS in collaborazione con USSL Urbino martedì e giovedì dalle 17 alle 19

LIVORNO – 199.444.592
Arcigay IL FARO
Numero unico regionale toscano per ‘informazione e ‘aiuto sulle tematiche Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali – martedì dalle 16 alle 20

PISA – 199.444.592
Arcigay PRIDE!
Numero unico regionale toscano per ‘informazione e ‘aiuto sulle tematiche Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali – lunedì dalle 16 alle 20

PISTOIA – 199.444.592
Arcigay LA GIRAFFA
Numero unico regionale toscano per ‘informazione e ‘aiuto sulle tematiche Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali – mercoledì dalle 16 alle 20

REGGIO EMILIA – 0522.332372
Arcigay GIOCONDA
Telefono Amico gay-lesbico martedì dalle 21 alle 23
Consultorio psicologico 349.6437659 consultoriogel@arcigayreggioemilia.org
Salute salute@arcigayreggioemilia.org

ROMA – 800.713.713
Arcigay GRUPPO ORA
Gay Help Line
Numero Verde Gratuito di informazione e aiuto sulle tematiche Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali
Lunedì dalle 16.00 alle 20.00
Mercoledì dalle 16.00 alle 20.00
Sabato dalle 16.00 alle 20.00
info@gayhelpline.it

http://www.gayhelpline.it

Welcome group – accoglienza giovedì dalle 18.30 alle 21 roma@arcigay.it
Handygay omosessualità e disabilità handygay@arcigayroma.it

SASSARI – 079.219024
Movimento Omosessuale Sardo
Infoline 079.219024 mercoledì dalle 17 alle 19

SIENA – 0577.288977
CIGS – Centro Interculturale GLBT Senese
Info gay Mercoledì dalle 21 alle 23.30

TRIESTE – 040.630606
Arcigay ArciLesbica ARCOBALENO
Email Amica lineamica@tcd.it
Chat Amica – Gay e Lesbica
http://www.retecivica.trieste.it/circoloarcobaleno/AmicaChat.asp 

TORINO – Circolo GLBT MAURICE
ConTatto 011.5211132

 

 

TORINO – Circolo GLBT MAURICE
ConTatto 011.5211132
Servizio di risposta telefonica e accoglienza in sede per persone gay, lesbiche e transessuali

www.contattoglbt.it

 

TORINO - PRONTO ARCIGAY” DI ARCIGAY TORINO

IL SERVIZIO E’ ATTIVO TUTTI I LUNEDI’ E MERCOLEDI’ DALLE ORE 17 ALLE ORE 19 CONTATTANDO IL NUMERO TELEFONICO 333 7138813  E’ SEMPRE ATTIVO IL SERVIZIO EMAIL accoglienza@arcigaytorino.it

http://arcigaytorino.it/accoglienza/pronto-arcigay/

 

UDINE – 0432.523838
Arcigay NUOVI PASSI
0432.523838
Telefono amico Gay&Lesbico Mercoledì 20.30-22.30
Linea Amica Lesbica 0432.523838 Martedì 20.30-22.00

Servizio di CHAT AMICA

Ascolto e info via chat per gay e lesbiche – Mercoledì dalle 20.30 alle 22.30

VERONA – 346.9790553
Arcigay Pianeta Urano
INFOLINE 346.9790553 – Il martedì e il Venerdì dalle 21.00 alle 24.00
E-mail: info@arcigayverona.org

Durante i mesi estivi i servizi potrebbero non essere garantiti in tutte le serate
Cerchiamo di mantenere quanto più aggiornata questa lista. Se ci sono modifiche da attuare, fatecelo sapere scrivendo a redazione@arcigay.it


Segnala

Numero Verde Antidiscriminazioni: 800 901010

Il Contact center UNAR, raggiungibile tramite servizio telefonico gratuito al numero verde 800 90 10 10 e anche via web all’indirizzo www.unar.it, provvede a:

  • raccogliere segnalazioni, denunce e testimonianze su fatti, eventi, realtà, procedure ed azioni che pregiudicano, per motivi di razza o di origine etnica, la parità di trattamento tra le persone;
  • offrire assistenza immediata alle vittime delle discriminazioni fornendo informazioni, orientamento e supporto psicologico;
  • accompagnare le vittime delle discriminazioni nel percorso giurisdizionale, qualora esse decidano di agire in giudizio per l’accertamento e la repressione del comportamento lesivo.

Il numero verde gratuito è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 20 ed è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, albanese, arabo, russo, rumeno, cinese mandarino.

Dal 2010 il Call Center è stato trasformato in Contact Center, predisponendo un punto di accesso on line (www.unar.it) dal quale le potenziali vittime o testimoni di fenomeni discriminatori possano liberamente accedere, 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, anche nella propria lingua e senza limitazioni di orario, al servizio mediante la compilazione di un format che attiva immediatamente la segnalazione al primo livello del Contact Center.

immagine - numero 800 90 10 10

 

E’ possibile effettuare segnalazioni di discriminazioni di cui si è stati vittime o testimoni a Scuola, attraverso la pagina Facebook  UGUALI DIRITTI E OPPORTUNITA’ NELLA SCUOLA

UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione.  Numero Verde 800 90 10 10.

Bullismo & Violenza

xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxx  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

PAGINA IN ALLESTIMENTO

Stereotipi, Pregiudizi e Discriminazione

Stereotipo: dal greco STEREO (rigido) e TIPO (impronta), modello ricorrente e convenzionale di comportamento o discorso; opinione precostituita, acquisita non sulla base di un’esperienza diretta.
Generalmente gli stereotipi permettono di dotarsi di una guida di comportamento in mancanza di esperienza diretta, secondo una modalità di “economizzazione” del pensiero.

Quando uno stereotipo si cristallizza fissamente, favorisce il sorgere e il mantenimento di pregiudizi. Si può parlare di stereotipo sociale quando tale visione viene condivisa da un gruppo. In questo caso gli stereotipi (su caratteri nazionali, religiosi, sociali, razziali, di orientamento sessuale o di genere) possono generare comportamenti discriminanti.

Pregiudizio: dal latino prae (prima) iudicium (giudizio), preconcetto, giudizio formulato a priori dall’esperienza diretta, percezione generalizzata, semplificata e distorta di un aspetto della realtà.

Discriminazione: divisione, separazione; tendenza ad applicare condizioni diverse, solitamente peggiori, nei confronti di una o più persone per il semplice fatto che appartengono ad un determinato gruppo sociale.
Può essere relativa a razza, religione, origine geografica, origine culturale, orientamento sessuale (vero o presunto), età, genere, corporatura fisica, condizione economica, status socio-relazionale, aspetto estetico, fede politica, disabilità fisica o mentale, ecc…
Il confronto e l’esperienza diretta possono demolire lo stereotipo e contrastare, pertanto, la formazione del pregiudizio e il comportamento discriminante che ne consegue.

 

Identità Sessuale e Amorosa

L’identità sessuale ed amorosa è una delle numerose componenti dell’identità della persona.
E’ composta da quattro componenti, indipendenti tra loro, ma con una reciproca influenza, come si può vedere dall’immagine qui sotto sono Identità di Genere, Ruolo o Espressione di Genere, Sesso Psicologico e Sesso Biologico:

 

Sesso Biologico (cromosomico, genitale, ormonale)

È contenuto nel nostro corpo. È l’appartenenza biologica al sesso maschile, femminile o intersessuale quando ci sono elementi di entrambi i sessi.

È determinata dai nostri cromosomi sessuali, dai nostri organi genitali, dai nostri ormoni.

Sesso Psicologico o Identità di Genere

È l’identificazione primaria della persona come maschio o femmina, ovvero il riconoscimento di ogni persona come appartenente al genere maschile o femminile. In altre parole è il genere che sento nel mio corpo.

Ruolo ed Espressione di Genere

È l’insieme delle aspettative culturalmente attribuite ai comportamenti e ai ruoli propri del genere maschile e femminile, ovvero tradizionalmente appropriati per l’uomo e per la donna nell’immaginario collettivo. Varia nel tempo e nello spazio, a seconda del contesto culturale.

Orientamento Affettivo - Amoroso - Sessuale

È l’attrazione psichica, affettiva ed erotica verso persone del sesso opposto (eterosessualità), dello stesso sesso

(omosessualità) o del sesso maschile e femminile (bisessualità) o di ogni persona indipendentemente dal loro sesso biologico o psicologico (pansessualità). In altre parole definisce l’oggetto del mio desiderio.

Transfobia e Genderismo

 

TRANSFOBIA E GENDERISMO: La discriminazione nei confronti delle persone transgender (e quelle viste come trasgressive rispetto ai ruoli di genere) è diffuso in questa società. Sia che veniamo sempre chiamati al maschile quando siamo donne (o al femminile quando siamo maschi); sia che ci sia costantemente negato il diritto alla casa, all’impiego, alle cure mediche o alla protezione legale; sia che siamo costantemente incapaci di camminare per strada senza essere insultati o assaliti, la transfobia affligge tutti gli aspetti della vita.

Transfobia è il termine usato per descrivere il pregiudizio e la discriminazione diretta alle persone che si discostano dalle rigide aspettative di genere della nostra società. Sebbene il termine sia relativamente nuovo, l’oppressione che descrive non lo è.

Segnalazioni di transfobia abbondavano negli anni 60 quando gli uomini si lasciavano crescere i capelli e sono ora comunemente subite dalle lesbiche che adottano un aspetto “camionista”.

La transfobia è: una reazione di paura, disgusto e atteggiamento discriminatorio nei confronti delle persone la cui identità di genere o presentazione di genere (o genere percepito o identità di genere) non corrisponde, nel modo socialmente accettato, con il sesso assegnato alla nascita.

Le persone transgender, intersessuate, lesbiche, gay e bisessuali sono gli obbiettivi tipici della transfobia.

Non dovrebbe esserci alcun dubbio sul fatto che il genere sessuale gioca un ruolo cruciale nel modo in cui questa società comprende se stessa. Accendi la tv, leggi una rivista, vai a vedere un film e, anche se null’ altro fosse chiaro nella trama, non avrai comunque alcuna difficoltà nel distinguere i ragazzi dalle ragazze. “Maschio o femmina?” è una delle prime domande che si fanno dopo una nascita a pari merito solamente con le domande sulla salute del bambino. In questo periodo risulterebbe inconcepibile per la maggior parte dei genitori, ostetriche, dottori rispondere alla domanda sul sesso con “Non lo so, aspettiamo fino a che il bambino non sia abbastanza grande da decidere lui stesso”.

Viviamo in una società che è molto consapevole e che investe sul genere sessuale. La determinazione del genere (consapevole o inconsapevole) è una delle prime cose che facciamo quando vediamo un’altra persona. Persino girando per le strade, automaticamente incorporiamo una consapevolezza del genere degli sconosciuti che incontriamo. Generalmente, il genere è il primo pezzo di informazione che riceviamo riguardo qualcuno che incontriamo, o che sentiamo descrivere. Racimoliamo quell’informazione dal nome della persona, dai segnali fisici, dai vestiti (ed accessori), dal profumo o colonia, dal manierismo, dalla voce e da una moltitudine di altri indicatori che percepiamo automaticamente.

Quando vi è qualche ambiguità nei segnali di genere, o quando crediamo di avere sbagliato sul genere di una persona, la nostra risposta è raramente “ah ehm “. Le risposte tipiche variano dal silenzio imbarazzato all’attacco violento. Queste risposte possono essere viste come una derivazione del genderismo. Questo termine si riferisce ad un sistema di credenze (e la discriminazione che ne deriva) sul genere. Il fondamento del genderismo si basa su due pilastri: che esistono solo due generi e che l’identità di genere è basata sulla biologia.

Il Genderismo è la credenza che ci sono e ci devono essere solo due generi sessuali e che il genere di ognuno, o la maggior parte dei suoi aspetti, è inevitabilmente legato al sesso biologico

Il Genderismo è paragonabile all’eterosessismo.

 

 

Il Genderismo è la credenza che ci sono e ci devono essere solo due generi sessuali e che il genere di ognuno, o la maggior parte dei suoi aspetti, è inevitabilmente legato al sesso biologico

Proprio come l’eterosessismo è una visione del mondo che comprende come naturale solo l’eterosessualità, il genderismo è una visione del mondo che riconosce come naturali solo due generi distinti e quelli che credono diversamente sono considerati anormali.

Similarmente, il genderismo insiste sul fatto che l’identità di genere di chiunque deve necessariamente corrispondere al suo apparente sesso biologico.

Queste credenze sono promosse sia dagli individui, sia dalle istituzioni. Quando ci sono eccezioni a queste regole (e ce ne sono molte), vi è spesso disagio e confusione negli altri. L’insistenza sul fatto che le persone transgender accettino la loro costituzione biologica come più reale della loro stessa identità di genere, si riflette nel rifiuto di usare il pronome di genere appropriato (anche quando corretto): e in frasi quali, “Sei una donna convincente, non avrei mai detto che non lo fossi”. In aggiunta all’ovvia istituzionalizzata credenza riguardo la devianza delle persone transgender (ad es., la identità transgender come un disordine psichiatrico), la deumanizzazione delle persone transgender è evidente nella libertà che alcune persone sentono di avere nel fare domande a proposito dei genitali delle persone transgender (cosa sembrano e se “funzionano” nel modo in cui si suppone).

Credenze base del Genderismo:

* la biologia è un destino: un maschio biologico deve essere un uomo; una femmina biologica deve essere una donna

* le persone transgender sono confuse, se non malate di mente

* le persone transessuali sono impostori

* gli intersessuati sono “sgorbi” della natura, piuttosto che variazioni naturali

* una donna transgender è in realtà un uomo gay che non riesce ad acccettare il suo stesso desiderio sessuale

 

Discriminazione Sistematica data dal Genderismo:

- programmi che accettano solo quelle persone la cui presentazione di genere si accorda con il loro sesso biologico (programmi di disintossicazione, gruppi di supporto, Centri di rifugio da violenze sessuali)

- requisiti rigidi per ottenere una identificazione legale che corrisponda all’identità di genere

- mancanza di protezione specifica per le persone transgender nelle dichiarazioni dei diritti umani e nelle politiche antidiscriminatorie

- programmi per l’identità di genere che rifiutano adesioni sulla base di:

- povertà

- età (troppo vecchio, troppo giovane)

- storia di malattie psichiatriche

- essere gay, lesbica, bisessuale

- fedina penale non pulita

- storia medica di cancro

- sieropositività

- opinione del medico che la persona non “passi” come un membro del suo genere

- impiego nell’industria del sesso

- disinteresse nell’assumere aspetti tradizionalmente maschili o femminili

La discriminazione sistematica si riferisce a situazioni in cui ad un intero gruppo di persone, sulla base di una caratteristica condivisa, sono negate le stesse opportunita, diritti e protezioni rispetto al resto della società. Il fatto che, per gay e lesbiche, rimanga illegale il matrimonio è un esempio di discriminazione sistematica o istituzionalizzata; similmente, alla maggior parte delle persone transgender, è negato il diritto di sposarsi. Le persone transgender subiscono una discriminazione sistematica diffusa che può essere intenzionale o meno.

La discriminazione non-intenzionale contro le persone transgender è un fatto comune. Molta gente e molte strutture neppure considerano l’esistenza delle persone transgender, dei loro bisogni o esperienze. La discriminazione è non-intenzionale perché non esiste un intento di determinare un ingiustizia: c’è semplicemente una mancanza di riconoscimento della loro esistenza. In ogni caso, la discriminazione è definita dai suoi effetti, non dalle intenzioni. Una discriminazione non-intenzionale può essere altrettanto dolorosa e distruttiva di una che sia intenzionale. Quando rifugi di protezione furono inizialmente istituiti per i sopravvissuti alle violenze domestiche, essi furono pensati per le donne. Nessuna considerazione fu data al fatto che il gruppo che noi conosciamo come “donne” è diverso in biologia e presentazione. Non vi era alcuna intenzione di discriminazione contro le donne transgender, ma chiaramente quello è stato l’effetto.

La discriminazione intenzionale si riferisce ad una discriminazione consapevole che è giustificata dalla credenza che le persone transgender non appartengano ad alcun genere e non meritino un trattamento equanime. La discriminazione intenzionale può assumere la forma del porre insormontabili ostacoli nel percorso delle persone; per esempio, richiedendo che l’intervento di SRS sia completato per poter avere diritto ai servizi. Questo fatto esclude la maggioranza delle donne transgender che non possono (o non vogliono) sottoporsi all’intevento. Come Mirha-Soleil Ross (1995) ebbe a dire, “questa linea di condotta è politicamente problematica quando sappiamo che le donne-TS che hanno più bisogno di servizi di protezione, sono quelle che – probabilmente – ben difficilmente godono dei privilegi richiesti per sottoporsi a SRS” (p. 10). L’intenzione è quella di escludere tutte fuorché una minoranza di donne transgender (che, di fatto, già godono dei diritti legali a utilizzare i servizi).

La discriminazione personale si riferisce a comportamenti transfobici innescati su una una base di rapporto “uno a uno”. La discriminazione personale crea ed allo stesso tempo è un prodotto di una discriminazione sistematica e può essere siaintenzionale sia non-intenzionale.

Maggiori info sulla TRASFOBIA: http://www.azionetrans.it/transfobia.html

 

Famiglia

ACCETTAZIONE IN FAMIGLIA

Agedo – Genitori di Persone Omosessuali

AGEDO è l’associazione nazionale di genitori di omosessuali che aiuta gli altri genitori a riscoprirsi ed a vivere serenamente l’identità dei propri figli e delle proprie figlie!

Trailer del film: DUE VOLTE GENITORI creato da AGEDO  (Associazione Genitori di Omosessuali)

VOGLIO CREARE UNA FAMIGLIA

Famiglie LGBTQIQuando si è omosessuali si può comunque avere figli: in Italia ci sono 100.000 Famiglie Arcobaleno! Guarda il video per maggiori informazioni!

MATRIMONIO E UNIONI CIVILI

Il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso e la differenziazione degli istituti familiari con istituti per le unioni civili sono tra gli obiettivi di lungo corso di Arcigay.

Il matrimonio gay, in particolare, è tra gli obbiettivi prioritari nella sua battaglia di piena cittadinanza di gay, lesbiche e transessuali dell’associazione, dal Congresso dell’associazione del febbraio 2010.

I diritti-doveri delle coppie di persone dello stesso sesso e la diversificazione degli istituti familiari nella legislazione italiana, e non semplicemente di individui che convivono, sono un obiettivo irrinuciabile per il pieno riconoscimento civile e sociale dell’affettività gay.

Migliaia di gay italiani che costituiscono nuclei familiari (anche con figli) e oggi non hanno la possiblità di regolamentare il proprio rapporto ed incorrono, quotidianamente, in esclusioni e difficolà.

Alle famiglie gay è precluso cioè che per le famiglie eterosessuali che contraggono matrimonio è diritto o dovere acquisito e cioè: il riconoscimento pubblico della dignità dell’affettività, assenza di regime patrimoniale di coppia concordato, eredità, previdenza sociale e reversibilità della pensione, tutele e garanzie per il òpartner debole in caso di separazione, peromesso di soggiorno per il partner extracomunitario, parità con le altre coppie nelle graduatorie occupazionali e nei concorsi pubblici, diritti sul lavoro come congedi lacorativi, costituzione di imprese familiari, assistenza ospedaliera e penitenziaria; decisioni relative alla salute in caso di incapacità, successione nel contratto d’affitto e diritto di permanenza dell’abitazione comune nel caso di morte del partner contraente, sconti famiglia e così via.

La disparità, che molti Paesi hanno appianato con leggi e regolamenti anche molto diversi, lascia gay, lesbiche e transesuali italiani in un limbo legislativo privo di tutele e diritti.

Arcigay, oltre ad aver sostenuto con energia le proposte di legge sui Pacs e sul matrimonio gay e organizzato partecipate manifestazioni di supporto, ha aderito con convinzione alla battaglia giuridica del Comitato “Sì lo voglio” che ha portato la Corte Costituzionale ad esprimersi favorevolmente al matrimonio gay e ad invitare il Parlamento a legiferare sulla questione.

Arcigay chiede da tempo il riconoscimento del matrimonio egualitario, oggetto della campagna TempoScaduto.com e di una precisa proposta di legge da parte di Rete Lenford.